Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici. Volume 2: studi di casi

Molte delle attività professionali generano campi elettromagnetici, come l’utilizzo di apparecchiature elettriche e di molti dispositivi di comunicazione.

I rischi per il lavoratore possono derivare dagli effetti diretti del campo sul corpo o dagli effetti indiretti causati dalla presenza di oggetti nel campo.

Questa raccolta di studi di casi costituisce il volume 2 della guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici. Deve essere letta unitamente alla parte principale della guida, che è contenuta nel volume 1.

I seguenti studi di casi riguardano una serie di settori professionali diversi, in cui operano soprattutto lavoratori di piccole e medie imprese. Si basano su valutazioni realmente effettuate di situazioni reali. A causa della loro complessità, tuttavia, alcune di tali valutazioni sono state semplificate o sintetizzate per renderle più utili al lettore e limitare la mole complessiva del presente volume. Esse intendono illustrare una varietà di approcci pratici che i datori di lavoro possono adottare per la gestione dei rischi associati all'esposizione ai campi elettromagnetici; comprendono alcuni esempi di buone prassi.

Il presente volume contiene i seguenti studi di casi:

  • Ufficio
  • Spettrometro a risonanza magnetica nucleare (RMN)
  • Elettrolisi
  • Settore medico
  • Officina meccanica
  • Settore automobilistico
  • Saldatura
  • Fabbricazione metallurgica
  • Dispositivi al plasma a radiofrequenza (RF)
  • Antenne da tetto
  • Ricetrasmettitori
  • Aeroporti

Alcuni studi di casi contengono tracciati di perimetri che illustrano schematicamente (con una vista in pianta) i livelli di esposizioni misurati (o calcolati) intorno alle attrezzature esaminate. I tracciati servono a indicare schematicamente i punti in cui il campo viene assorbito nel corpo umano, non a fornire indicazioni precise sull’ordine di grandezza di tali campi. Nei tracciati relativi alla bassa frequenza compaiono i massimi campi elettrici indotti, e non i campi elettrici indotti del novantanovesimo percentile (utilizzati per il confronto con i VLE).

Fonte: Commissione europea

Volume 2: studi di casi

Volume 1: guida pratica


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